'Responsabili insieme'

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altLe Acli nascono ufficialmente in Italia, a Roma, il 26-28 agosto del 1944. Fondatore è Achille Grandi per il quale le Acli dovevano curare la formazione religiosa, morale e sociale dei lavoratori cristiani. Nel 1945 nasce il Patronato. Le Acli si collocano all'interno del sindacato unitario e ne rappresentano, fino al 18 settembre 1948, la corrente cristiana.I primi dieci anni dell'Associazione sono festeggiati il 1° maggio 1955 in una grande manifestazione in cui il presidente Penazzato enuncia le tre fedeltà delle Acli: alla classe operaia, alla democrazia, alla Chiesa. Nel 1961 le Acli si accreditano come "gruppo di influenza ideologica e culturale, di coerente e autonoma pressione sociale". Nel 1968, sull'onda del Concilio Vaticano II e delle contestazioni studentesche, le Acli si schierano a fianco del movimento operaio, rinnovano l'attenzione alle forze sociali della sinistra e rompono il collateralismo con la DC. Si apre la crisi tra le Acli ed il Vaticano. Le Acli continuano a riaffermare il proprio ruolo educativo e la forza sociale, e operano per ricucire i rapporti all'interno ed all'esterno del movimento.Nel dicembre del 1991 il dialogo con la Chiesa viene ufficialmente riaperto in un incontro con Giovanni Paolo II. I cambiamenti politici che in Italia, in quest'ultimo decennio, si sono susseguiti a ritmo frenetico, hanno visto le Acli sempre in prima linea: prima per il referendum "Segni", poi per la formazione ed il sostegno dell'Ulivo. Al Congresso di Bruxelles dell'aprile 2000, le Acli italiane, e con esse le Acli internazionali,hanno lanciato un programma all'insegna dello slogan "Osare il futuro", in una chiara messa a fuoco della necessità di globalizzare la solidarietà.
 
La FAI - Federazione ACLI Internazionali - nasce ufficialmente nel 1996 a Napoli. Da quel momento le Acli dei vari Paesi divengono, almeno formalmente, autonome e federate.
La FAI si è posta l'obiettivo di rilanciare il ruolo delle Acli nei confronti della politica sociale in Europa e nei Paesi dove opera e di contribuire all'assunzione di una effettiva soggettività politica del "Terzo Settore".
Soci e utenti dei servizi non sono più esclusivamente di origine italiana, ma cittadini residenti e migranti, che condividono l'idea di una politica a servizio della gente e si impegnano a costruirla.
L'esperienza associativa sviluppata negli anni dell'emigrazione e l'integrazione sempre maggiore nei Paesi di residenza stanno portando a ridisegnare il rapporto ed il ruolo delle Acli nella società civile locale: un programma che miri ad una convivenza civile che superi confini e diversità di culture e di lingue, capace di "globalizzare la solidarietà".

"La vocazione internazionale di una grande associazione che, in Italia e in altri Paesi, si esprime sempre più in percorsi di solidarietà e collaborazioni associative si è realizzata nella costituzione della Federazione Acli Internazionali (FAI)"...
"Muoversi in una prospettiva internazionale è prima di tutto dare attuazione ai diritti dell'uomo e dei popoli, in particolare alla pace, al lavoro e allo sviluppo, alla giustizia e ad un ambiente sano"
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